
Fu creato da Kenneth H. Cooper medico della Nasa, nel 1968 per usi militari.
Nella sua forma originale, il test prevede che si corra per dodici minuti quanto più veloce è possibile. Questo test intende misurare le condizioni dell'atleta che svolge il test, e perciò l'atleta dovrebbe correre con un passo costante, piuttosto che fare uno sprint.
I risultati del test danno una stima approssimata delle condizioni fisiche di una persona. I possibili risultati del test sono Molto bene, Bene, Normale, Male e Malissimo. Il risultato si basa su quanto la persona che si è sottoposta al test è riuscita a correre in dodici minuti, la sua età e il suo sesso.
In generale, questo test è molto facile da svolgere, ed anche abbastanza economico, specialmente se fatto in grandi gruppi. D'altro canto, i risultati sono basati sulla motivazione dell'atleta nel momento della prova e dal suo livello di allenamento"
Insomma, questo signor Kenneth Cooper al posto di inventare questo test poteva riempire un boccettino della banca del seme
Numero di giri: 7 e qualcosa (con compagne che arrivavano a 9).
Tempo: 10 minuti.
Sono una pappamoscia.
Almeno ho preso 8 di filosofia e di francese.
INASPETTATI!
Memorandum: La canzone di Branduardi che mi è uscita di certo non mi conciglia l'umore! IL FUNERALE!
Comunque non disperiamoci!
Vi posto qui due bellissimi disegni che ha fatto una mia amica blogger (finalmente qualcuno che ha avuto la pazienza di fare un ritratto mangoso mio e non dei miei pg XD scherzo)


Belli vero???? Siamo noi!
Vappene giovini.
Se cercate una pessimista chiamatemi XD



Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.
Ps: Chi volesse esprimere la sua opinione a Ricardo Franco Levi può inviargli una mail a : levi_r@camera.it
Colgo l'occasione per ricordare il Che (anche se un pò in ritardo)











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